Archivio per Ottobre, 2008
L 133/2008 Università trasformate in fondazioni?
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
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Legge 133 – Disposizioni in materia di organizzazione scolastica
Legge 133 – Disposizioni in materia di organizzazione scolastica
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
Capo II
Contenimento della spesa per il pubblico impiego
Disposizioni in materia di organizzazione scolastica
1. Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.
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Testimonianza di una mamma insegnante precaria
Ho due bambini,uno frequenterà la prima elementare l’anno prossimo e mi chiedo:che scuola troverà?Senza dubbio troverà una scuola che porterà avanti,con l’insegnante unico,i suoi programmi,ma trascurerà i bambini che hanno tempi di apprendimento più lenti rispetto ad altri e così torneremo alla vecchia scuola dei miei tempi che favoriva l’apprendimento solo ai “più dotati”a discapito di altri.Che vergogna ministro!!Questa è la scuola di qualità da lei tanto desiderata?Che fine faremo noi precari?In questo modo favorirete la fine del precariato?Grazie ancora signor ministro.P.S.Bella la vita con tanti soldi in tasca senza far quadraree i conti per arrivare a fine mese!! Docente precaria,offesa e indignata
via Scuola, Cobas: Sarà anno di lotta. 17 Ottobre Sciopero Generale « Di Tutto Di Più
Avanti verso la scuola digitale
Una scuola che si fa digitale. Dai primi di novembre inizieranno le consegne in tutta Italia di i 10mila lavagne interattive multimediali. In questa prima fase, i dispositivi saranno indirizzati alle scuole medie. E’ quanto ha dichiarato il ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini in conferenza stampa. Entro al fine del 2009, si prevede di riuscire a coprire circa il 40% delle scuole. Trenta milioni di euro complessivi il budget investito.
via Tuttoconsumatori il portale del CNCU: Avanti verso la scuola digitale.
Help Consumatori – Caro libri
Il 47,7% delle scuole medie romane sfora il tetto massimo di spesa previsto dallo Stato. E’ quanto emerge dal dossier sul caro libri presentato oggi da CODICI. L’associazione dei consumatori ha analizzato la situazione nella Capitale attraverso un’indagine a campione, prendendo le classi prime di 41 istituti secondari di I grado. Lo riferisce CODICI in una nota.
Le contraddizioni della Riforma Gelmini
E’ davvero incredibile il comportamento di questo Governo. Dinnanzi alla richiesta del Bilancio di assicurare copertura finanziaria al decreto Gelmini, risponde con un emendamento che prevede l’utilizzo delle risorse del fondo di istituto per le istituzioni scolastiche. Trattasi di un fondo, non statale ma delle scuole, e ciò significa che a pagare le ore in più derivanti dall’introduzione del maestro unico saranno gli stessi istituti scolastici. E’ un atto criminale.
Questo Governo non accetta il dibattito parlamentare, non ascolta le richieste della categoria, vuole imporre con decreto una riforma che smantella il settore scolastico e oggi, sembra una beffa, vuole che a finanziare siano proprio le scuole. Forse per il Governo non è sufficiente il sacrificio di 80.000 persone che a seguito di questo decreto perderanno il posto, ma è necessario togliere al settore ulteriori risorse.